Elettronica europea post-coloniale
"La prima rivoluzione avvenne dal 1952/53 con la musica concreta, la tape music e la musica spaziale, supportando la composizione con trasformatori, generatori, modulatori, registratori, ecc; l'integrazione di tutte le possibilità sonore concrete e astratte (sintetiche) (anche tutti i rumori) e la proiezione controllata del suono nello spazio " [Karlheinz Stockhausen]

Oltre al G.R.M.C. (gruppo di ricerca sulla musica concreta) poi GRM di Parigi, dove Pierre Schaeffer elaborava la sua via alla musica elettronica, in Europa vennero a formarsi altri poli e studi di registrazione dedicati questo tipo di musica, come quello del WDR di Colonia (fondato nel 1951) e dal 1955 lo studio di fonologia di Milano. Esistevano anche altri centri creati poi nel corso degli anni come a Londra il BBC Radiophonic Workshop, a Bruxelles in Belgio, a Eindhoven nei Paesi Bassi, a Gravesano in Svizzera, a Stoccolma in Svezia, oltre a Darmstadt in Germania, dove si tenevano a partire dagli anni 50 i corsi estivi sulla musica elettronica.
Musica elettronica nello spazio acustico
In questa fase i compositori di musica elettronica si avvarranno di registrazioni su nastro che vengono così montate o fatte interagire dal vivo con suoni acustici, vocali e strumentali. Come abbiamo visto, nel 1949 a Colonia Herbert Eimert aveva già elaborato un suono elettronico puro. E' la nascita definitiva della musica elettroacustica.
Studio WDR di Colonia (Westdeutscher Rundfunk)
Nello studio dove operava Karlheinz Stockhausen, fondato nel 1951, si affacciavano anche figure fondamentali della musica contemporanea ed avanguardistica della seconda metà del 900 come Gyorgy Ligeti e Pierre Boulez.
Karlheinz Stockhausen
(nato a Kerpen, il 22 agosto 1928 e deceduto a Kürten, il 5 dicembre 2007, è stato un compositore tedesco di musica contemporanea ed elettronica)
La sua musica fu influenzata dal lavoro di avanguardisti europei come Olivier Messiaen, Edgard Varèse e Anton Webern, con composizioni che lo porteranno dal serialismo alla aleatoria. Dopo alcuni lavori di musica concreta fatti a Parigi (negli studi di Schaeffer) arriva ad inizio anni 50 nello studio di Colonia alla produzione di musica elettronica tramite suoni elettronici. E' proprio grazie a questi suoi lavori degli anni 50 dove cercava di esplorare il concetto di spazialità che operò un connubio tra suono elettronico e suono acustico, i suoni prodotti dalle macchine entravano così in relazione con quelli vocali. La sua impronta musicale sugli anni 60 e 70 sarà determinante non slo per il valore delle prime e seminali opere, ma anche per la sua elaborazione teorica.
Tra le opere più significative si segnalano: Electronic Studies (1953 e 1954), Gesang der Jünglinge (1955–56), Kontakte (1960) Hymnen (1967)
Electroacoustic
Questo termine viene usato per designare quello stile di composizioni di taglio sperimentale che nascono dalla fusione di elementi elettronici ed acustici.
Studio di fonologia di Milano
"È molto difficile nel silenzio ascoltare gli altri... Quando si ascolta si cerca spesso di ritrovare se stesso negli altri. E questa è una violenza del tutto conservatrice." [Luigi Nono]
Nello studio di fonologia di Milano, fondato nel 1955 e in cui aveva un importante ruolo Marino Zuccheri, operavano Luciano Berio e Bruno Maderna. Una testimonianza sull'operato di questo polo di musica elettronica italiana è reperibile nel documentario della RAI "Avevamo nove oscillatori". Nello studio si affacceranno anche figure come John Cage, Luigi Nono e Henri Pousseur.
Luciano Berio
(nato ad Imperia, il 24 ottobre 1925 e deceduto il 27 maggio 2003 è stato un compositore italiano, attivo dal 1947)
A Darmstadt, Berio incontra compositori del calibro di Pierre Boulez, Karlheinz Stockhausen e György Ligeti, che gli consente di iniziare a lavorare anche su composizioni di musica elettronica. Nel 1955 fonda con Maderna a Milano lo Studio di fonologia musicale Rai. Il lavoro di Luciano Berio è sempre stato rivolto all'arte a 360 gradi.
Complice l'incontro con la soprano americana Cathy Berberian, iniziò a lavorare spesso su testi letterari e a lavori radiofonici. Il suo era un approccio soprattutto culturale alla musica elettronica. In Thema, per esempio, riesce a sublimare la musicalità di una testo letterario (una parte dell'Ulisse di Joyce letto in diverse lingue) reso in forma "poetica" da una registrazione manipolata elettronicamente.
Tra le sue opere del periodo più significative da citare: Mimusique n. 1 (1953) Ritratto di città, con Bruno Maderna (1954), Mutazioni (1955), Perspectives (1957) Thema, Omaggio a Joyce (1958)
Bruno Maderna
(Bruno Grossato è nato a Venezia, il 21 aprile 1920 e deceduto a Darmstadt, il 13 novembre 1973 ed è stato un compositore, attivo da fine anni 40)
Studiando a Darmstadt, Bruno Maderna entra in contatto con Karlheinz Stockhausen. Dopo aver fondato nel 1955 lo studio di fonologia di Milano, Maderna si concentra sulla musica elettronica. Nel corso della sua carriera cerca di spingersi molto avanti andando oltre il semplice uso compositivo del contrappunto o dell'effetto roboante. Il suo obiettivo è quello di comporre un'opera pensata in modo da integrare e non solo avvicinare due universi sonori distanti quello elettronico e quello acustico. Il brano Musica su due dimensioni viene ritenuto come il primo momento che prevedeva l'interazione dal vivo tra un musicista ed un nastro registrato.
Tra le sue opere più significative da citare: Ritratto di città, con Luciano Berio (1954), Sequenze e strutture (1954), Syntaxis (1957), Musica su due dimensioni (1958) e Le rire (1962)
Luigi Nono
(nato a Venezia, il 29 gennaio 1924 e deceduto l'8 maggio 1990 è stato un compositore italiano, attivo dal 1951)
Allievo di Bruno Maderna e Hermann Scherchen, Luigi Nono conobbe a Darmstadt Edgar Varèse e Karlheinz Stockhausen. A partire dal 1956, entrò in contatto con il centro di Gravesano, in Svizzera, fondato da Hermann Scherchen, Nono si concentrò sempre di più sulla musica elettronica, iniziando un percorso che lo porterà a lavori su nastro, live-electronics e opere teatrali.
Il lavoro di Luigi Nono è sempre stato caratterizzato sin dall'inizio da un valore fortemente politico. Ne La fabbrica illuminata, a Luigi Nono non interessa registrare i rumori di fabbrica in maniera fredda, bensì li rielabora all'interno di una opera che mette assieme elementi operistici, poetici e rumoristici, volti a drammatizzare la condizione del lavoro di un operaio.
Tra le sue opere più significative del periodo da citare: Omaggio a Vedova (1960), Intolleranza 1960 (1961), La fabbrica illuminata (1964),Ricorda cosa ti hanno fatto in Auschwitz (1965)
Henri Pousseur
(nato a Malmedy, il 23 giugno 1929 e deceduto a Bruxelles il 6 marzo 2009 è stato un compositore belga di musica contemporanea)
Dopo essere entrato in contatto con Pierre Boulez e Karlheinz Stockhausen, nel 1958 ha fondato lo Studio di musica elettronica di Bruxelles. E' considerato come un musicista appartenente alla scuola di Darmstadt, ma ha composto anche con le tecniche aleatorie tipiche del periodo.
Tra le sue opere più significative del periodo da citare: Séismogrammes (1954), Scambi (1957), Rimes pour différentes sources sonores (1959), Trois Visages à Liège (1961)
Groupe de Recherches Musicales (GRM) di Parigi
"La musica elettronica utilizzava suoni puri, completamente calibrati. Dovevi pensare in modo digitale, per così dire, in un modo che ti permettesse di estendere le idee seriali ad altri parametri attraverso la tecnologia." [Luc Ferrari]
Il Gruppo GRM è stato istituito nel 1958 da parte di Pierre Schaffer reduce dall'esperienza nel GRMC. In questo nuovo studio confluirono musicisti come Luc Ferrari, François Bayle, Beatriz Ferreyra, François-Bernard Mâche, Iannis Xenakis, per citare i più celebri.
François Bayle
(nato in Madagascar il 27 aprile 1932 è un compositore poi francese)
Dopo aver studiato con Olivier Messiaen, Pierre Schaeffer e Karlheinz Stockhausen si unì al GRM di Parigi. In seguito ne divenne direttore e a lui si deve il recupero del termine musica acusmatica in riferimento a quei suoni elettronici di cui non si capisce l'origine.
Tra le sue opere più significative del periodo da citare: Vibrations composées ; Grande polyphonie (1973-1974), Voyage au centre (1981)
Bernard Parmegiani
(nato a Parigi il 27 ottobre 1927 e deceduto il 21 novembre 2013 è stato un compositore francese)
Paarmegiani si unì nel 1959 allo studio GRM di Pierre Schaeffer ed in segui lavorò anche con Iannis Xenakis e Francois Bayle.
La sua produzione comprendeva la musica concreta, sound collage, elettroacustica e musica al sintetizzatore. Ha anche prodotto varie colonne sonore, anche per film mainstream come un paio realizzati da Walerian Borowczyk.
Tra le sue opere più significative del periodo da citare: Jeux des Anges (1964), Chronos (1971), De Natura Sonorum (1975), Docteur Jekyll et les femmes (1981) La Création Du Monde (1986)
Luc Ferrari(nato a Parigi il 5 febbraio 1929 e deceduto il 22 agosto 2005 è stato un compositore francese di origini italiane)
Dopo aver studiato con Olivier Messiaen e Arthur Honegger, inizia comporre secondo standard atonali. E' l'incontro però con Edgar Varese che gli diede lo spunto per iniziare a lavorare con i magnetofoni.
Nel 1958 si unì al GRM, e iniziò a partire dagli anni 60 ad elaborare una tecnica compositiva che utilizzava registrazioni ambientali in senso drammatico, come risulterà in Hétérozygote e in Presque rien No. 1 'Le Lever du jour au bord de la mer (1970). Si sposò con Brunhild Meyer-Ferrari, musicista anche lei.
Proprio grazie all'espressività delle sue composizioni, i suoi brani saranno adottati anche per colonne sonore. Realizzerà per esempio quella di Chronopolis (1982) e alcuni suoi brani sono stati utilizzati recentemente da Yorgos Lanthimos per La favorita (2018) e per il corto Nimic (2019).
Tra le sue opere più significative del periodo da citare: Presque rien No. 1 'Le Lever du jour au bord de la mer (1970), Vibrations composées ; Grande polyphonie. (1973-1974), la raccolta Acousmatrix 3: Petite symphonie; Strathoven; Presque rien avec filles; Hétérozygote (1990) e Cellule 75 (1998)
Iannis Xenakis
(nato a Brăila in Romania, il 29 maggio 1922 e deceduto a Parigi, il 4 febbraio 2001, è stato un compositore greco naturalizzato francese, attivo da inizio anni 50).
Le sue opere maggiori furono Metastaseis (1953–54), Psappha (1975) e Pléïades (1979).
La sua opera fu riconosciuta come fondamentale per la sua natura matematica (si appoggiava anche alla teoria dei giochi) e per l'uso pionieristico del computer.
Una delle sue composizioni più importanti è stata Persepolis. La composizione fu usata in uno spettacolo, simile ad una installazione interattiva, per celebrare i 2500 anni della fondazione dell'Iran, voluta dallo scià di Persia (eravamo in una epoca pre-Khomeiniana). Il pubblico si trovava al centro di decine di altoparlanti e rincorsi da fasci di luce, volti a creare una sorta di rituale zoroastriano.
Tra le sue opere più significative del periodo da citare: Persepolis (1972) le raccolta Electronic Works 2: Hibiki Hana Ma; Polytope de Cluny (2008) e Alpha & Omega (2011)
Beatriz Ferreira (Classe 1937 e originaria di Cordoba la compositrice argentina è una sperimentatrice attiva fin dagli anni 60)
L'avanguardia elettronica
A partire dal 1940 ci sarà una graduale fusione tra musica d'avanguardia e musica elettronica, questo perché a cambiare non erano stati solo gli strumenti musicali a disposizione, come l'introduzione di microfoni, registratori, oscillatori e nastri magnetici, ma anche il modo di concepire la musica contemporanea.
Gyorgy Ligeti
(György Sándor Ligeti nato a Târnăveni, il 28 maggio 1923 e deceduto a Vienna, il 12 giugno 2006, è stato un compositore ungherese naturalizzato austriaco)
Fu un compositore d'avanguardia, ma fece sporadicamente delle composizioni elettroniche. Frequentò difatti lo studio di Colonia WDR, dove incontrò Karlheinz Stockhausen, Mauricio Kagel e Gottfried Michael Koenig. Purtroppo dopo tre anni la collaborazione con il centro di Colonia si interruppe a causa di problematiche relazionali. Nonostante ciò anche successive e celebri opere sinfoniche scritte da Ligeti, sembreranno essere suonate da strumenti elettronici: ad essere cambiata era proprio la forma mentis del compositore e forse anche dell'ascoltatore.
Tra le sue opere più significative del periodo da citare: Glissandi (1957), Pièce électronique no. 3 (1957-58 incompleta) e Artikulation (1958)
Pierre Boulez
(Pierre Louis Joseph Boulez nato il 26 marzo 1925 e deceduto il 5 gennaio 2016 è stato un compositore francese)
Fu una delle figure cardine della musica contemporanea e d'avanguardia del secondo dopo guerra. Influenzato da Olivier Messiaen, John Cage e da Karlheinz Stockhausen, nel 1952 frequenta i corsi estivi di Darmstadt, che saranno la molla che lo spingeranno a comporre alcune opere elettroniche. Divenne in seguito un celebratissimo direttore d'orchestra, a capo di diverse istituzioni musicali (IRCAM), oltre che un formidabile divulgatore di tutte le idee dell'avanguardia intercorse tra il 1900 e il 1960.
Tra le sue opere più significative del periodo da citare: Deux Études, musique concrète (1951–52), La Symphonie mécanique musique concrète for a film by Jean Mitry (1955), Le Crépuscule de Yang Koueï-Fei musique concrète for the radiophonic play by Louise Fauré (1957)
Musica elettronica nello spazio cosmico
Lo space age pop visse tra gli anni 50 e 60 la sua età dell'oro, soprattutto ad opera di musicisti di origine messicana come Juan García Esquivel o statunitensi come Les Baxter e Bobby Hammack. Si trattava di un genere musicale che si misurava con l'ottimismo della generazione del boom economico dei paesi occidentali, in particolare di quello americano.
Inizialmente l'elettronica era usata occasionalmente, con il theremin, a fare da corollario a questa musica latin, esotica, lounge ed easy listening. A darne una lettura elettronica in modo più consequenziale sono arrivati Tom Dissevelt, Kid Baltan e Dick Hyman. I primi due, ignorati spesso dalla critica e daglistorici di musica elettronica, sono stati tra i pionieri di vari generi musicali pop elettronici.
Kid Baltan(Dick Raaijmakers o Raaymakers, nato il 1 settembre 1930 a Maastricht e deceduto il 4 settembre 2013 è stato un compositore olandese)
Dopo una formazione musicale classica, lavorò dal 1954 al 1960 al Koninklijke Philips Electronics NatLab a Eindhoven (Baltan è NatLab al contrario), in ambito elettroacustico per poi entrare all'Università di Utrecht come ricercatore. Conobbe il lavoro di Karlheinz Stockhausen, che diede la spinta a realizzare brani di musica elettronica, in seguito anche come colonne sonore. Song of the Second Moon (scritta nel 1957 con Tom Dissevelt ) è da considerarsi uno dei primo brani "elettro-pop" di sempre.
(nato a Leida il 4 marzo 1921 e deceduto nel 1989 è stato un compositore olandese)
Il suo approcciò con la musica avvenne grazie alla sorella Rita Reys che era una cantante jazz. Dopo essersi accostato alla musica dodecafonica e al lavoro di Stockhausen, incontrò Baltan proprio al NatLab di Eindhoven. Iniziarono così a comporre brani mediante l'uso della tecnica dei tape loops e l'uso di effettistica. L'album Electronic Music pubblicato nel 1962 e firmato come The Electrosoniks è stato celebrato anche da David Bowie.
Dick Hyman(Richard Hyman nato a New York l'8 marzo 1927 è un musicista e compositore statunitense attivo dagli anni 50)
Hyman fu inizialmente un musicista jazz che si avvicinò poi al mondo della musica elettronica, quando si cimentò con l'organo elettrico Lowrey e poi con uno dei primi sintetizzatori, il moog. Hyman fu uno dei primi virtuosi di strumenti elettronici, ovvero pianisti che trovarono affascinante ed anche naturale approcciarsi a strumenti così simili e così diversi dal pianoforte.
Era iniziata una nuova epoca, quella delle macchine sofisticate, dei razzi cosmici e della strumentazione elettronica. Con Age of electronicus Hyman colse la palla al balzo per narrare la vita quotidiana su un altro pianeta (o forse no), sicuramente in una epoca futura, nemmeno tanto distante.
Tra le sue opere più significative del periodo da citare:
The Age of Electronicus e
Moog: The Electric Eclectics Of Dick Hyman (1969)
Dagli effetti sonori alla colonna sonora
La prima esplicazione popolare della musica elettronica avviene indubitabilmente nelle colonne sonore. Non è possibile, difatti, capire la genesi dei lavori pionieristici della coppia Baltan/Dissevelt senza dare uno sguardo alla evoluzione della musica elettronica nel cinema. Avevamo lasciato gli anni 40 e i primi 50 cinematografici con rarissimi score cinematografici che utilizzavano il suono del Theremin o delle Onde Martenot. Da metà anni 50, tutto cambia per sempre, perché il cinema decide di entrare nel Pianeta proibito.
(nota anche come production music, si tratta di musica prodotta appositamente per fungere da commento ad immagini con destinazione televisiva, o B-movie. Anche questo genere di musica poteva essere prodotta con suoni elettronici)
Origini e sviluppo: 1960-
Maggiori esponenti: Delia Derbyshire, Ron Geesin, Bernard Fevre, Klaus Weiss Rhythm & Sounds
I "sounds and effects" (suoni ed effetti) sono i rumori prodotti artificialmente e registrati ed in genere inseriti in film, drammi radiofonici, che servono nella fase di realizzazione dello score sonoro per oggettivare i rumori di scena a posteriori.
Da rumori preregistrati con il film Il Pianeta proibito (1956) passiamo al concepimento di una vera colonna sonora fatta di rumori registrati elettronici. Quella di Forbidden planet è la prima colonna sonora in assoluto interamente elettronica. La cosa fu rivoluzionaria non solo per la musica espressa, ma anche per il significato culturale che si è voluto dare a questa innovazione. L'associazione dei musicisti dell'epoca, difatti, vietò agli autori del film di usare la dizione "Electronic Music by Louis and Bebe Barron", imponendo la più vaga dicitura "Electronic Tonalities by Louis and Bebe Barron".
Bebe Barron ; Louis Barron(Charlotte May Wind, nata a Minneapolis nel 1925 e deceduta nel 2008, è stata una compositrice
americana attiva dagli anni 50 ; Louis Barron nato a Minneapolis il 23 aprile 1920 e deceduto l'1 novembre 1989 è stato un compositore attivo da inizio anni cinquanta)
Entrambi di formazione classica (lei pianista, lui ha studiato musica all'Università di Chicago), si sono avvicinati alla musica elettronica sul finire degli anni 40. Tutto ciò grazie all'interesse verso la cibernetica che fornì loro le applicazione per generare suoni elettronici attraverso dei circuiti. Si spostarono a New York dove apriprono un loro studio di registrazione ed entrarono in contatto con i compositori d'avanguardia di quel tempo come John Cage (che registrò proprio in quello studio il suo Williams mix).
Fu però il contatto con Hollywood a dare celebrità e agiatezza ai due compositori che inizialmente contribuirono con i suddetti sound and effects a film musicali e storici di inizio anni 50. Solo nel 1956 arriva la svolta con Il pianeta proibito.
Per produrre le loro trame elettroniche usavano riverberi, la tecnica del tape delay e dei modulatori ad anello. In questo modo nel film Forbidden Planet i suoni diegetici e quelli extra diegetici erano tutti elettronici: una scelta stilistica che si rifletteva nella messinscena e nella semantica del film, visto che in questo modo il sound elettronico diventava la forma di espressione della civiltà arcana ed aliena dei Krell estintasi 2000 secoli prima.
Nel 1962 si trasferirono definitivamente a Los Angeles ma non riuscirono a creare altre opere del livello di Il pianeta proibito. Loro stessi non si sentivano convintamente dei musicisti ma semplicemente dei produttori di suoni.
Tra le loro opere più significative del periodo da citare: Heavenly Menagerie (1950),
Forbidden planet (1956), Jazz of Lights (1956), The Computer Age (1968) Mixed Emotions (2000)
Nota anche come production music, si tratta di musica prodotta appositamente per fungere da commento ad immagini con destinazione televisiva o a B-movie o altro tipo di supporto audiovisivo
Il diritto di usare un brano per una colonna sonora in genere passava dal consenso del suo artista. La library music nacque proprio per cercare di velocizzare le operazioni di produzione di un documento audiovisivo. L'obiettivo era quello di creare un "biblioteca musicale", intesa come archivio musicale, ovvero una banca di brani e temi musicali da usare in caso di necessità. Chi realizzava la colonna sonora di un audiovisivo poteva quindi fare uso dei brani che facevano parte di questo archivio musicale. Questi brani potevano essere usati nel modo più libero, potevano essere inseriti ad esempio come commento all'accoppiamento tra pinguini in un documentario o tra esseri umani in un film porno.
Anche questo "genere" di musica poteva essere prodotta oltre che con suoni strumentali anche con suoni elettronici. Anche le musiche strumentali, ad una analisi più attenta, risultavano però in questo modo soggette ad una manipolazione, qui di natura semplicemente intellettuale, ma che per analogia anticipa il lavoro di chi compila i dj set. Certo, qui i brani pre-registrati utilizzati non venivano necessriamente messi in fila e mixati, ma erano sempre montati e utilizzati esclusivamente da chi realizzava la colonna sonora. Insomma con la library music risultava evidente che ogni musica registrata tendeva a diventare un potenziale "oggetto sonoro".
I maggiori esponenti del genere furono la britannica Delia Derbyshire, lo scozzese Ron Geesin (che collaborò con i Pink Floyd), il francese Bernard Fevre, e Klaus Weiss
BBC Radiophonic Workshop
Era l'unità operativa di tecnici che curava la realizzazione di musiche ed effetti sonori per gli audiovisivi della BBC.
(Delia Ann Derbyshire nata a Coventry nel 1939 e deceduta nel 2001 è stata una delle pioniere della musica elettronica britannica).
Dopo aver fatto degli studi classici si candidò per un incarico alla Decca Records, ma il suo proposito rimase frustrato visto che la società non assumeva donne nei suoi studi di registrazione.
Non si scoraggiò e nel 1960 venne assunta alla BBC e qui chiese di essere spostata al Workshop Radiofonico, la cosa avvenne non senza qualche resistenza. realizzò in questi studi vari brani e composizioni per programmi e telefilm prodotti dalla BBC tra questi anche la celebre sigla del Doctor Who.
Si trattava di una rivisitazione in chiave elettronica di un brano di Ron Granier. Lo stesso compositore tentò di ottenere dalla BBC che venisse attribuito alla Derbyshire il credito di co-compositore, ma invano. LA BBC preferiva mantenere anonimi gli autori dei brani che uscivano dal workshop.
Per lungo tempo la sua opera rimase pressoché sconosciuta, e moltissimi dei suoi brani risultano ancora inediti. Nel 1968 collaborò con i White noise per il loro album di debutto An Electric Storm, che conteneva anche partiture elettroniche.
Tra i compositori che si affermarono negli anni 70, una aveva iniziato a produrre musica elettronica già negli anni 60, Wendy Carlos.
(Nata Walter Carlos, il 14 novembre 1939 a Rhode Island è una compositrice statunitense attiva da metà anni sessanta)
Dopo aver studiato fisica e musica alla Brown University, diventa allieva di Vladimir Ussachevsky ed entra nello studio di ricerca di musica elettronica alla Columbia/Princeton dove aiuta Robert Moog a sviluppare il suo nuovo sintetizzatore.
La sua figura rimane centrale nell'evoluzione e nell'affermazione della musica elettronica. Per quattro motivi: il primo come divulgatrice pop di arie classiche ed elettroniche, il secondo come realizzatrice di colonne sonore, il terzo come autrice ante-litteram di musica new age ed ambient ed il quarto come una delle prime compositrici transgender.
Fu una delle prime compositrice a riuscire ad entrare nelle classifiche di vendita grazie ad album di musica elettronica, grazie a
Switched-On Bach, una rilettura al sintetizzatore di brani del compositore tedesco J.S. Bach. Proprio in quel periodo iniziò a pensare alla propria transizione di genere, visto che sin da bambino aveva avuto delle esitazioni a proposito della propria identità sessuale.
Con la colonna sonora di Arancia meccanica, realizzata nel 1972, Carlos realizzò una delle soundtrack più influenti e celebri dalla nascita del cinema. Si trattava di un uso ancora più sperimentale e dissacrante dei classici (Beethoven e Rossini) rielaborati elettronicamente, e che nel film ottenevano un effetto particolarmente allucinato.
Caratterizzata da uno stile insieme ironico e atmosferico, la musica di Wendy Carlos rappresenta in modo plastico tutto lo spettro potenziale di questa forma di elaborazione musicale analogica.
Glossario degli stili musicali del periodo
(musica pop che non ha una finalità primariamente di consumo e che si pone anche in modo critico rispetto alla realtà)
Origini: fine 1960-
Esponenti maggiori: Beatles, Brian Wilson, Sparks, Todd Rundgren
Sviluppo: 1980-
Esponenti maggiori: Japan, Kate Bush, Bjork
Avantgarde
(stilistica che ha caratterizzato tutto il 1900 e che si poneva in antitesi con l'estetica corrente. Rispetto alla musica sperimentale propriamente detta, continua ad essere concepita secondo canoni colti e "accademici")
Origini: fine 1940-
Esponenti maggiori: Anton Webern, John Cage
Sviluppo : 1960-
Esponenti maggiori: Milton Babbitt, Luciano Berio, Elliott Carter, György Ligeti
(si tratta di una variante del minimalismo nata durante gli anni 60, dove diversi suoni o note cluster vengono estese, ed in genere denominati bordoni)
Origini: 1960-
Esponenti maggiori: Yves Klein, LaMonte Young, Marian Zazeela, Tony Conrad
Sviluppo: 1970:
Esponenti maggiori: Eliane Radigue, Pauline Oliveros, Laurie Spiegel, Charlemagne Palestine
(questo termine viene usato per designare quelle composizioni di taglio sperimentale che nascono dalla fusione di elementi elettronici ed acustici. In una chiave più ampia l'elettroacustica è tutta la musica occidentale che fa uso dell'elettrificazione del suono)
Origini e sviluppo: 1960-
Esponenti maggiori: Bernard Parmegiani, Karlheinz Stockhausen, Luigi Nono, Pietro Grossi
(il termine deriva dal jazz e si basa sulla libera interpretazione da parte dei musicisti di un tema musicale. Nella musica elettronica tale tecnica è ridenominata EAI, ovvero Electroacoustic improvisation. Il connubio jazz-elettronica lo si può ravvisare nei lavori di George Russell di fine anni 60)
(stile musicale che si basa sull'impiego di pochi elementi musicali. Originatosi negli anni 60 soprattutto negli Stati Uniti ha influenzato poi l'Europa dagli anni 70 e tutta la musica contemporanea)
Origini e sviluppo: fine 1950-
Maggiori esponenti: La Monte Young, Terry Riley, Steve Reich e Philip Glass
Sviluppo: 1970-
Maggiori esponenti: Michael Nyman, Howard Skempton, Eliane Radigue
(nota anche come production music, si tratta di musica prodotta appositamente per fungere da commento ad immagini con destinazione televisiva, o B-movie. Anche questo genere di musica poteva essere prodotta con suoni elettronici)
Origini e sviluppo: 1960-
Maggiori esponenti: Delia Derbyshire, Ron Geesin, Bernard Fevre, Klaus Weiss Rhythm & Sounds
(si tratta di una stilistica ravvisabile fin dagli anni 60 che consiste in una versione particolarmente rilassata della musica jazz e che contiene anche decisi elementi latino-caraibici ed easy listening. A partire dagli anni 90 ci sarà la versione elettronica, nelle versioni chill out e downtempo)
Origini: 1960-
Maggiori esponenti: Henri Mancini, Arthur Lyman
Sviluppo: 1990-
Maggiori esponenti: Yasuharu Konishi, Stereolab, The high llamas, Pink Martini
(o pop music, è la musica leggera fatta. In senso più ampio può essere inteso come ciò che si contrappone alla musica classica o alta, d'accademia. In un senso più stretto una musica che ha come fine principale quello del raggiungimento del più ampio pubblico e che segue le forme standardizzate delle mode musicali del momento. Moltissimi generi musicali hanno poi maturato una loro versione pop, com pop rock, pop rap, pop soul ecc., ma esistono anche varianti geografiche k-pop, J-pop, French pop ecc.)
Origini: 1960-
Maggiori esponenti: Beatles
Sviluppo: 1980-
Maggiori esponenti: Michael Jackson, Madonna
(questa stilistica nasce metà degli anni 60 quando i movimenti controculturali innescano processi di cambiamento nell'uso della strumentazione de gruppi pop e rock ed anche allungando le composizioni)
Origini: metà 1960-
Maggiori esponenti: Gratful dead, Sun Ra, Silver Apples, White noise
(si tratta di rumori prodotti artificialmente ed in genere inseriti in film, drammi radiofonici. La colonna sonora di Forbidden planet su denominata in questo modo per evitare le ire dei musicisti che non accettavano l'idea di uno score elettronico)
Origini: 1950-
Maggiori esponenti: Bebe e Louis Harron
(si tratta dell'accompagnamento musicale di un film o di una opera audiovisiva. Inizialmente l'accompagnamento nei film avveniva durante la proiezione del film. In seguito è divenuta parte integrante della pellicola. Solo a partire dagli anni 40 saranno inseriti effetti elettronici, e a partire dal 1950 iniziano le prime colonne sonore interamente elettroniche come Forbidden planet)
Origini: 1900-
Maggiori esponenti: Camille Saint-Saëns, Henry Mancini
Sviluppo: 1940-
Maggiori esponenti: Louis & Bebe Barron, Wendy Carlos, Vangelis, Tangerine Dream, Giorgio Moroder
(lo space age pop visse tra gli anni 50 e 60 la sua etò dell'oro. Inizialmente l'elettronica era usata occasionalmente, in genere il theremin, a fare da corollario a musica esotica, lounge ed easy listening. Non sono mancati autori di musica space age di sola musica elettronica come Tom Dissevelt, Dick Hyman)
Origini: metà 1950-
Maggiori esponenti: Juan García Esquivel, Les Baxter, Bobby Hammack
Sviluppo: fine 1950-
Maggiori esponenti: Tom Dissevelt, Kid Baltan , Dick Hyman
(genere nato dall'uso del sintetizzatore in chiave pop)
Origini: 1960-
Maggiori esponenti: Gershon Kingsley, Jean Jacques Perrey, Beaver & Krause
Sviluppo: metà 1970-
Maggiori esponenti: Kraftwerk, Gary Numan, Yellow Magic Orchestra, Orchestral Manoeuvres in the Dark, Human league, Soft cell
(tipologia di musica elettronica sperimentale nata dalla elaborazione di nastri magnetici)
Origini e sviluppo: 1950-
Maggiori esponenti: John Cage, Vladimir Ussachevsky, Otto Luening, Terry Riley
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